Le 7 false credenze che determinano il fallimento del 72,4% delle aziende italiane (ancora prima che siano fondate)

Chi guarda l’attività imprenditoriale dall’esterno ha una serie di preconcetti, che essendo distanti dalla realtà, non gli permettono di valutare in maniera oggettiva se intraprendere o meno questo percorso.

 

Io stesso, prima di avviare la mia prima attività avevo delle credenze totalmente sbagliate sul fare impresa.

 

Non ti nascondo che ho pagato sulla mia pelle gran parte degli errori che vedrai di seguito, mentre per fortuna o lungimiranza, altri di questi li ho visti commettere dagli imprenditori che ho incontrato nei miei oltre 10 anni di imprenditoria.

 

Benvenuto io sono Antonio Palmarini, sono un imprenditore da oltre 10 anni e in questo account parlo di temi legati all’imprenditoria ed al mindset imprenditoriale.

 

Di seguito ti riporto quelli che secondo la mia esperienza sono:

 

I 7 falsi miti in cui crede chi non ha mai fatto impresa.

 

Cominciamo? Partiamo con la prima falsa credenza

 

Prima falsa credenza: L’illusione del guadagno immediato

 

La maggior parte delle persone che avvia un attività imprenditoriale si guarda intorno, sceglie un settore, studiacchia un po’ e pensa di avere dei guadagni fissi e immediati.

 

Credo che questo derivi soprattutto da una cattiva informazione da parte dei media.

 

Infatti, sempre più frequentemente la tv e i social distorcono la realtà facendo vedere solo la parte avvincente delle storie di successo e facendo credere che queste siano arrivate per magia.

 

Di conseguenza, ci si avvia all’imprenditoria con superficialità ed ecco che iniziano i primi esperimenti non riusciti, le prime batoste ed i primi fallimenti.

 

Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics, circa il 20% delle piccole imprese fallisce entro il primo anno. Entro la fine del secondo anno, il 30% delle aziende avrà fallito. 

Entro la fine del quinto anno, circa la metà avrà fallito. Ed entro la fine del decennio, rimarrà solo il 30% delle aziende, con un tasso di fallimento del 70%.

(https://www.consultingitaliagroup.com/blog/articolo/il-vero-tasso-di-fallimento-delle-piccole-imprese/)

 

Non posso controllare quello che passa nei media, ma posso darti degli esempi di vera imprenditoria

 

1.Jack Ma, il fondatore di Alibaba.

 

E’ stato rifiutato per 10 volte da Harvard prima di fondare il colosso che lo ha reso l’uomo più ricco della Cina;

 

2.Peter Vesterbacka, fondatore di Rovio.

 

Aveva lanciato 51 giochi senza successo rischiando il fallimento della sua azienda prima di ideare Hungry Birds;

 

3.Leah Busque, la fondatrice di Task Rabbit.

 

Ha dovuto cambiare il business model decine di volte e si è dovuta dimettere dalla posizione di CEO prima di riuscire a vendere la propria azienda ad Ikea, rivoluzionando un settore intero.

 

Seconda falsa credenza: Voglio diventare un imprenditore perché sono stanco di lavorare 8 ore al giorno

 

Le persone che la pensano così si trovano presto a fare i conti con una dura verità.

 

Aprire un’azienda non ti permette di lavorare meno, anzi.

 

E’ vero che lasciando il proprio lavoro in proprio queste non sono più soggette ad un orario fisso, ad un guadagno preconfezionato e non hanno più un’altra persona che gli dica cosa fare…

 

…ma finiscono per lavorare più di prima, con il peggior capo che ci possa essere (se stessi), ritrovandosi ad essere gestite dai clienti senza i quali non potrebbero pagare le bollette.

 

Questo avviene principalmente per 3 ragioni:

  • Incapacità di organizzazione
  • Mancanza di mentalità imprenditoriale
  • Carenza nelle competenze trasversali

Terza falsa credenza: L’importante è l’avere una buona idea

 

Molti pensano che quello che fa realmente la differenza sia l’avere una buona idea.

 

Dicono: “Ho questa idea bellissima, sicuramente questa qui mi permetterà di rivoluzionare la mia vita”

 

Se ti è capitato di trovarti in questa situazione, ti ricorderai di aver avuto addirittura paura di rivelare la tua idea, per il timore che questa ti potesse essere rubata.

 

Come va a finire tutto questo? Le persone lanciano il loro business per poi scoprire che in fondo non è l’idea o il prodotto che fa la differenza.

 

Non dico che non sia importante avere un’ottima idea.

 

Non puoi pensare di costruire un business sul vendere ghiaccio agli eschimesi.

 

Ma di certo non è la cosa più importante.

 

Antonio ma cosa c’è di più importante del mio prodotto, i miei clienti vengono da me per acquistare quello?

 

Ti elenco quali sono a mio parere i veri punti cardine di un business:

  1. La squadra (il team) che lavora alla costruzione dell’idea.
  2. Il sistema che viene utilizzato
  3. L’esecuzione dell’idea
  4. Approccio flessibile basato su un miglioramento continuo, per far sì che l’idea principale riesca ad incontrare i bisogni del mercato.

Quarta falsa credenza: Posso avviare il mio business senza capitale

 

L’illusione che si possa creare un business senza avere un capitale tuo o di terzi (investitori) è un po’ come sperare di dissetarsi ingoiando la propria saliva.

 

Dopo un po’ finisci per morire disidratato

 

Ci sono delle eccezioni, ma se vuoi intraprendere un’attività, alla base devi avere un po’ di tranquillità economica.

 

Come dice Robert Kyosaki: “prima di lasciare il tuo lavoro per metterti in proprio aspetta un secondo.

Perché se non hai almeno la serenità economica del riuscire a mettere il piatto della minestra sul tavolo, come farai a performare in un’attività dove nei primi 2/3 anni non guadagnerai niente?”

 

Quinta falsa credenza: Per creare un’attività di successo mi basta essere un grande professionista

 

Molte persone sapendo fare un mestiere dicono:

“Adesso creo la mia azienda così da non dover più stare sotto padrone e da non dover spartire i miei guadagni con nessun’altro. Sono bravo nel mio mestiere e tutto quello in cui non sono capace lo delegherò a qualcun altro. Proprio come fanno i grandi imprenditori”

 

Dopo poco tempo, il neoimprenditore che utilizza questo approccio, dopo aver delegato a persone esterne gran parte delle aree della propria impresa si rende conto di non avere il controllo sulla propria azienda.

 

Si ritrova a guidare una macchina che appena avrà un minimo problema si sgretolerà in mille pezzi, lasciandolo da solo con il volante in mano.

 

Solo conoscendo come funziona ogni parte della tua azienda puoi capire come questa si regge in piedi, come sfruttare i flussi di cassa e qual è il margine di contribuzione.

 

Puoi essere anche il numero uno nel tuo mestiere ma questo non basta per creare una grande attività imprenditoriale

 

Anche se sei un maestro nel fare hamburger non significa che riuscirai a fare gli stessi numeri di Mc Donald, perché come abbiamo detto nel punto 3, il prodotto non è nel podio di ciò che fa realmente la differenza.

 

Sesta falsa credenza: la mia azienda migliora anche se io non mi dedico alla mia crescita

 

Più persone di quante tu possa immaginare pensano che il risultato di un’attività sia scollegato dalla crescita dell’imprenditore che la dirige.

 

Come se l’azienda fosse un mezzo che ti può dare grandi frutti senza che tu, come persona, abbia raggiunto un determinato livello di consapevolezza, competenze e crescita interiore.

 

E’ l’imprenditore a segnare la rotta che l’azienda andrà a seguire non dimenticarlo.

 

E’ la tua crescita che crea le occasioni per la tua azienda e che segna fino a che punto quest’ultima potrà evolversi

 

Ho visto e collaborato con numerose persone dominate da questa falsa credenza.

 

Queste ultime dicono:

 

“Dai si spacchiamo, faremo una grande impresa, faremo questo e quell’altro”

 

Poi le stesse non si migliorano dal punto di vista personale, si svegliano tardi al mattino, sono disorganizzate, non eliminano le proprie credenze limitanti, non hanno stima di se stesse…

 

L’azienda cresce in maniera proporzionata alla crescita dell’imprenditore che ne dirige la rotta.

 

Settima falsa credenza: Avere un’attività in proprio è più rischioso dell’essere un dipendente

 

A mio parere non è esattamente vero.

 

E’ vero se sei una persona che non vuole crescere e non vuole approfondire il mercato in cui opera.

 

E’ vero se vuoi pensare solo al tuo orticello e non vuoi fare un metro in più di quello che ti spetta.

 

Ma, se al contrario sei una persona intraprendente, che studia, che produce, che si mette in gioco e fa veramente la differenza nel suo lavoro…

 

…addentrandoti nell’impresa, crescendo, formandoti ed utilizzando le forme societarie giuste, puoi ridurre i rischi al minimo e non dovrai delegare la tua vita ad altri.

 

Siamo giunti quasi al termine di questo video.

 

Avrai capito che la strada per diventare un grande imprenditore è più difficile di quello che la gente comune pensa

 

Non sono il tipo che ti dice che è tutto rosa e fiori.

 

Se desideri essere libero, dovrai combattere con le unghie e con i denti.

 

Però ti posso dire con certezza, che chi non lotta per la propria indipendenza dovrà pagare un prezzo molto più alto di quelli che intraprenderanno nuove strade.

 

La scelta come sempre è nelle tue mani.

 

Puoi fermarti qui alla teoria, o cominciare a costruire la tua indipendenza.

 

Seguimi sui miei canali social per essere sempre aggiorato sulle varie opportunità sul mondo dell’imprenditoria e su come acquisire il tuo mindset imprenditoriale.

 

Noi ci vediamo nel prossimo articolo

 

Ricordati di osare sempre.

 

Un saluto da Antonio

LA RISPOSTA A CHI DESIDERA AVVIARE UNA VERA ATTIVITA IMPRENDITORIALE CON MENO DI 500€

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